Un teorema per la Magna Grecia
Da Taranto scendendo fino a Reggio
il buio è pesto e non si vede luce:
il tempo perso dalla Magna Grecia
nel ricucire vesti da indossare
alla festa del santo protettore
ha spento fari lampade e candele.
Lì gli anni a misurarli è la clessidra:
a Metaponto, a Sibari, a Crotone
non basterebbe l’estro di Platone
a debellare ataviche apatie.
In altri siti l’aria è così densa
che da millenni non si muove foglia.
L’immobilismo fu deciso altrove
da Roma in su…fino a toccar Torino.
Fu prima Cesare a spargere veleno
e poi , man mano, barbari e Borboni:
finchè a valanga giunse il “nuovo regno”
…che del maltempo portato ancora piove.
“Colpe passate da dimenticare!”
fu detto e scritto per fermare il pianto
di chi non ebbe mai risentimento.
Ma se problema c’è qui sta alla fonte:
urge trovare un altro Campanella
che ridia lumi alle Città del Sole.
(fdr)
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